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BRAND BLUNDERS: errori di marca e ironia collettiva

09/03/2022

Brand Blunders, cosa sono? Stiamo parlando dei cosiddetti “errori di marca”, casi in cui la scelta del nome o della strategia di marketing ha avuto un risvolto tragicomico. La storia del marketing è disseminata da brutte figure e scivoloni che hanno riguardato non solo piccoli produttori, ma anche alcune celebri multinazionali!

La scelta del naming è importante…

Lanciare un nuovo prodotto sul mercato è sempre rischioso, come anche internazionalizzarlo su mercati esteri.  Infatti tra tutti i fattori, è importante saper scegliere il nome del prodotto per evitare che, nel caso venga tradotto in altre lingue, non acquisti significati imbarazzanti.

Se in molti casi il risultato di un naming scorretto significa una brutta figura per l’azienda, delle volte può sfociare in una gaffe internazionale! Il risultato? Nel migliore dei casi diventare involontariamente comici, altrimenti situazione ben più grave, offendere la sensibilità di un intero Paese.

Ma vediamo insieme nomi di brand che sono stati travolti dall’ironia del web quando decontestualizzati dal loro mercato di riferimento.

PLOPP

Una barretta al cioccolato ripiena di caramello, diffusa in Svezia. Difficilmente potrebbe essere esportata sui mercati anglofoni: sebbene in inglese Plopp sia una ben riconducibile onomatopea, in svedese non è nient’altro che il nome di Pippo, il famoso personaggio Disney!

PIPI

Si tratta di un prodotto cult degli anni ’80 e ‘90 in Croazia: l’aranciata Pipi. La bevanda era molto diffusa, tanto da essere declinata come limonata e acqua tonica. Per fortuna, non è mai stata esportata in Italia.

CHIAPPLE

Negli Stati Uniti, la moda per i cibi biologici è diventata una vera e propria ossessione, portando le azienda creare quali prodotti salutari che possano sempre più soddisfare la fetta di mercato più attenta e consapevole. Di recente la multinazionale alimentare Nutiva ha lanciato un prodotto a base di semi di chia e polpa di mela dal nome accattivante: Chiapple! Se mai arrivasse sul mercato italiano, difficilmente potrebbe mantenere questo nome.

La scelta della strategia marketing è importante…

Vediamo ora le strategie di marketing equivoche che sono entrate nella storia per essere risultate particolarmente comiche.

TOYOTA MR2

L’auto sportiva del colosso giapponese ha fatto il giro del mondo. Un vero peccato per il mercato francese, dal momento che la pronuncia francofona lascia un po’ a desiderare, rimandando a una comunanza fonetica tra la parola “MR2” e la parola francese “merde”.

Inutile dire come l’ironia abbia preso il sopravvento.

HEINZ

Tra il 2012 e il 2014, il gigante del ketchup aveva registrato un codice QR da utilizzare per le promozioni. Nel 2015 Heinz ha deciso di riproporre lo stesso codice sulle loro etichette, così che i clienti potessero scansionarlo sulla loro bottiglia di ketchup e ordinare un’etichetta personalizzata. L’unico problema? Il codice QR non è rimasto attivo e nel frattempo un sito di pornografia lo aveva rilevato. Chiunque avesse scansionato il codice, avrebbe visionato contenuti che sicuramente non si aspettava di vedere. Puoi immaginare il risultato…

PARKER PENS

Il marchio Parker Pens, produttore di penne stilografiche, aveva come slogan “It won’t leak in your pocket and embarass you” che significa “Non ti colerà in tasca e non ti metterà in imbarazzo”, facendo riferimento all’efficienza e alla praticità della penna. Entrando nel mercato latino americano, la traduzione è risultata particolarmente comica: “No gotearà en tu bolsillo ni te embarazarà” tradotto letteralmente dallo spagnolo significa “non ti colerà in tasca ingravidandoti”. Il marchio ha utilizzato il falso affine “embarazar”, che in spagnolo significa ingravidare. 

Anche le più grandi aziende possono commettere errori comunicativi durante le campagne pubblicitarie. Quindi, fidarsi è bene, ma affidarsi a dei professionisti è meglio!

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